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Conferenza del 9 Febbraio 2024 presso l’UNESCO “Closing the Gender Gap in Science: Accelerating Action”

In occasione della Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, il 9 febbraio all’UNESCO, in collaborazione con L’Association fédérative nationale des étudiants universitaires scientifiques (AFNEUS), si è tenuta la conferenza Closing the Gender Gap in Science: Accelerating Action.

La conferenza è stata inaugurata dalla Vicedirettrice generale per le Scienze Naturali UNESCO, Lidia Brito, che ha sottolineato l’emergenza del bisogno di colmare il divario tra i due generi nel settore scientifico, poiché i dati confermano che le donne ne rappresentano solo un terzo. Citando la Direttrice Generale UNESCO, Audrey Azoulay, l’ADG Brito ha sottolineato che “Science needs women and the world needs science”, poiché questo divario non è solo un ostacolo per le donne, ma anche un limite per il progresso scientifico e lo sviluppo globale.

Durante la conferenza, sono state analizzate sia le cause che le possibili soluzioni da attuare. Importanti i contributi di Ana Persic, responsabile della sezione scienza, tecnologia e politica dell’innovazione UNESCO e di alcune vincitrici del premio L’Oréal-UNESCO For Women in Science, che hanno condiviso le loro esperienze di giovani scienziate; sono inoltre intervenuti studenti da tutto il mondo collegati online e professionisti specializzati nel settore scientifico o del divario di genere.

Dall’incontro è emerso che le principali cause del problema sono fattori sociali e barriere sistematiche. Infatti, norme sociali e culturali hanno portato a stereotipare il ruolo dello scienziato nel genere maschile, come hanno sottolineato Ana Persic e Sunshine De Caires, Tecnica della Scienza del Suolo all’Università delle West Indies, e vincitrice del premio L’Oréal-UNESCO nella regione Caraibica nel 2023.

Ulteriori problematiche emergono negli ambienti educativi prima, e lavorativi poi, che perpetuano tali stereotipi culturali, rendendo di conseguenza inadeguati gli ambienti scientifici al sostegno delle donne, ad esempio durante e successivamente alla maternità, come sostenuto da Marielza Oliveira, Direttrice della divisione per l’inclusione digitale, le politiche e le trasformazioni digitali UNESCO, e  Khaled Machaca, Senior Associate Dean per la Ricerca, l’Innovazione e la Commercializzazione alla Weill Cornell Medicine, in Qatar.
In ultimo, è stata evidenziata la problematica della mancanza di modelli per le giovani aspiranti scienziate. La Dottoressa senegalese Salma Sylla Mbaye, ad esempio, ha dichiarato quanto sia importante che le ragazze abbiamo esempi da seguire in questo campo, persone la cui carriera sia per fonte di ispirazione, come ricorda anche Bria Macklin, anch’essa vincitrice del premio L’Oréal-UNESCO del 2023, negli Stati Uniti.

Numerose soluzioni necessarie al superamento del divario di genere sono state discusse durante la giornata. In primo luogo, è stata ricordata l’importanza della raccolta, del monitoraggio e delle periodiche valutazioni di dati e statistiche intorno al tema, che stanno sensibilmente migliorando negli ultimi anni

Per superare gli stereotipi di genere nel settore scientifico, metodi educativi inclusivi e innovativi sono stati discussi, come quello dell’inserimento di storie di scienziate nei libri di testo e l’istituzione di premi e borse di studio per le giovani che si impegnano nel settore scientifico, come suggerito da Aisén Etcheverry Escudero, Ministra della Scienza, Tecnologia, Conoscenza ed Innovazione del Cile.

È necessario anche un maggiore investimento nella formazione di insegnanti e studenti, tema caro a Stéphanie Hamon, Vicepresidente della vita studentesca e della qualità della vita sul lavoro alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Lille. La dottoressa Hamon  ha illustrato l’impegno della sua università, che ha organizzato corsi di sensibilizzazione  per gli studenti su tale tema.

Infine, è stata rimarcata la necessità di un’azione globale collettiva, che coinvolga le comunità, le scuole ed i genitori. Più personalità partecipanti alla conferenza hanno insistito su quest’ultimo punto, come Justine Sass, Capo della selezione Educazione per l’inclusione e l’equità di Genere, UNESCO, e Maria Begona Lasagabaster, Direttrice della Divisione sull’equità di genere, UNESCO.

Anche conferenze come questa possono essere occasioni per sensibilizzare al tema tutta la comunità, ancora non interamente coinvolta, come ha dimostrato la composizione del pubblico, quasi completamente femminile.