Le Rappresentanze Permanenti d’Italia all’OCSE e all’UNESCO hanno celebrato con un evento congiunto a Parigi la ricorrenza, presentando la recente produzione RAI “Federico Faggin, l’uomo che vide il futuro”, seguita da un incontro-dibattito col protagonista del documentario.
Istituita nel 2018 dal Ministero dell’Università e della Ricerca, d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero della Salute, la Giornata valorizza il contributo dei ricercatori italiani alla scienza internazionale. La Farnesina sostiene l’iniziativa attraverso la rete diplomatico-consolare, promuovendo l’eccellenza della ricerca italiana nel mondo.
Federico Faggin è un famoso fisico e imprenditore italiano, tra i protagonisti della rivoluzione digitale, noto per aver guidato nel 1970 lo sviluppo del primo microprocessore commerciale. Il suo lavoro ha contribuito in modo determinante alla diffusione dell’informatica moderna e delle tecnologie alla base della vita digitale contemporanea. Il documentario presentato a Parigi, realizzato da Marcello Foa, racconta la vita di Faggin e le sue scoperte.
L’Ambasciatore Sabbatucci, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi, ha sottolineato come il percorso di Federico Faggin incarni la capacità di trasformare idee in tecnologie e la forza di una visione capace di interrogarsi sulle grandi sfide del futuro, ricordando come l’invenzione del microprocessore abbia aperto nuove prospettive per l’umanità, rendendo possibile la diffusione dell’intelligenza tecnologica in ambiti quali trasporti, medicina, telecomunicazioni, spazio e intelligenza artificiale.
Dal canto suo, l’Ambasciatore italiano presso l’UNESCO, Liborio Stellino, ha messo in risalto l’eccezionale contributo di Faggin nel rendere la tecnologia più accessibile e democratica, consentendo una sensibile accelerazione nel passaggio da macchine ingombranti e costose a computer più piccoli, potenti ed economici. Anche con il touchscreen e il touchpad, altre innovazioni fondamentali di cui Faggin realizzò negli anni ottanta i prototipi, egli è riuscito a orientare l’evoluzione del rapporto tra uomo e macchine, generando una tecnologia più immediata e intuitiva, in linea con la tradizione dei grandi geni italiani del passato, sempre attenti nel coniugare progresso e miglioramento della qualità di vita.