Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

Quattro anni di guerra: all’UNESCO l’Europa conferma il suo impegno per l’Ucraina

img ucraina

Al quartier generale dell’UNESCO a Parigi, gli ambasciatori dell’Unione europea hanno ribadito la loro solidarietà all’Ucraina nel quarto anniversario dell’inizio dell’aggressione russa. Un momento al tempo stesso simbolico e politico, che conferma la continuità della posizione europea a sostegno della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese. Il messaggio assume un significato particolare proprio nel contesto dell’UNESCO, la cui missione si fonda su un principio chiaro: «Poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere innalzate le difese della pace».

In Ucraina, quel principio ha trovato una traduzione concreta fin dai primi mesi del conflitto. Mentre le città venivano colpite e milioni di persone lasciavano le proprie case, l’UNESCO ha concentrato i suoi sforzi per evitare che la guerra interrompesse del tutto la vita educativa e culturale del Paese. Nelle scuole, l’obiettivo è stato garantire continuità all’insegnamento, sostenendo le autorità nel rendere più sicuri gli edifici, fornendo supporto tecnico e strumenti per mantenere attive le lezioni anche in condizioni di emergenza. Parallelamente, l’attenzione si è rivolta al patrimonio culturale, anch’esso esposto ai danni dei bombardamenti. L’organizzazione ha documentato e verificato gli impatti su musei, chiese, teatri, biblioteche e monumenti storici, affiancando professionisti locali nella protezione delle collezioni e nella pianificazione degli interventi di emergenza. Anche il settore dell’informazione è entrato al centro dell’intervento. In un contesto in cui la disinformazione circola con facilità e i giornalisti operano in condizioni di rischio, l’UNESCO ha promosso iniziative per rafforzare la sicurezza dei professionisti dei media e sostenere programmi di alfabetizzazione mediatica rivolti alla popolazione.

È in questo quadro che si inserisce il messaggio politico ribadito a Parigi: l’obiettivo di una pace duratura, credibile e coerente con il diritto internazionale. Un richiamo che, nella sede dell’UNESCO, si lega direttamente alla convinzione che educazione, cultura e informazione siano componenti essenziali non solo della resilienza di un Paese in guerra, ma anche delle basi su cui costruire una stabilità futura.