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Discorso del Capo della Delegazione Italiana, On. Vincenzo SCOTTI, Sottosegretario agli Affari Esteri, in occasione della 36ma sessione della Conferenza Generale dell’UNESCO, pronunciato dal Delegato Permanente dell’Italia presso l’UNESCO S. E. l’Ambasciatore Maurizio Enrico SERRA

Data:

31/10/2011


Discorso del Capo della Delegazione Italiana, On. Vincenzo SCOTTI, Sottosegretario agli Affari Esteri, in occasione della 36ma sessione della Conferenza Generale dell’UNESCO, pronunciato dal Delegato Permanente dell’Italia presso l’UNESCO S. E. l’Ambasciatore Maurizio Enrico SERRA

Signora Presidente della Conferenza Generale,
Signora Direttrice Generale,
Signore e Signori,


L’Italia si associa al discorso prununciato dalla Presidenza Polacca a nome dell’Unione Europea e dei suoi Membri Associati.

L’attuale crisi finanziaria globale, tuttora in corso, ha spinto molteplici Stati ad assumere misure di austerità. Il mio Paese non è rimasto al riparo da tali restrizioni, ma sono fiero di poter annunciare che per l’anno venturo l’Italia continuerà ad essere il sesto contributore al bilancio ordinario dell’UNESCO ed il primo contributore dei fondi extra-budgetari. Il nostro Paese, inoltre, ospita e supporta finanziariamente molteplici istituzioni qualificate dell’UNESCO: il Centro Internazionale per la Fisica Teorica e la Terza Accademia Mondiale delle Scienze a Trieste, il Programma Mondiale per la Valutazione delle Risorse Idriche a Perugia, nonché l’Ufficio Regionale per la Scienza e la Cultura a Venezia. Infine un nuovo istituto di categoria II, attivo nel campo del Patrimonio Mondiale e dell’Economia della Cultura sarà stabilito a Torino proprio durante questa Conferenza Generale.

Mi sia permesso di menzionare due ulteriori iniziative che esemplificano il profondo impegno dell’Italia nei confronti del complesso di attività dell’UNESCO. L’organizzazione, nel giugno 2011, della seconda edizione del Forum Internazionale sul futuro del Libro Elettronico a Monza, e la preparazione attualmente in corso della quarta edizione del Forum Universale delle Culture a Napoli, nel 2013.

Vorrei esprimere pieno apprezzamento per gli sforzi profusi dalla Direttrice Generale al fine di mettere in atto un pacchetto di riforme coerenti e a lungo termine, basato sulle raccomandazioni della Valutazione esterna e del gruppo di lavoro ad-hoc. La riforma degli uffici fuori sede e la nuova strategia di partenariato, per non citare che questi due elementi fondamentali, dimostrano chiaramente l’intenzione del Segretariato di guardare al futuro. Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere, ma sia certa, Signora Direttrice Generale, che questa Delegazione La segue in questa direzione, e La sosterrà lungo il cammino.

Signora Presidente,

Uno dei compiti che ci incombono è l’approvazione del Programma e Budget per il biennio 2012-2013. Stimiamo che l’ultima proposta di 36 C/5, basata su una Crescita Nominale Zero, vada nella giusta direzione e prenda in debito conto i suggerimenti e gli emendamenti espressi dall’ultimo Consiglio Esecutivo. Siamo quindi pienamente a favore della sua approvazione da parte della Conferenza generale.

Viviamo tempi molto turbolenti. Eppure, opportunità senza precedenti di dialogo tra i popoli, le culture e le confessioni religiose si profilano davanti a noi.
Il Governo Italiano ha posto queste questioni al centro della sua agenda internazionale, promuovendo una riflessione a livello internazionale sul tema della città inter-etnica e un forum mondiale sul tema dello sviluppo urbano sostenibile, in vista di una possible risoluzione delle Nazioni Unite.

Dobbiamo promuoverle sulla base della nostra Costituzione, che pone l’umanità, l’uguaglianza e la pace come fondamenti dei nostri sforzi e dei nostri valori condivisi. Questo appello ci giunge dalle giovani generazioni di tutto il mondo; dai nostri studenti, che chiedono strumenti educativi adeguati agli standard internazionali; dalle nostre giovani donne, la cui aspirazione ad una piena eguaglianza in diritti e in rappresentatività nelle istituzioni non può essere soffocata. L’UNESCO dovrebbe dare ascolto a queste richieste ed essere in grado di risponder loro con spirito aperto.

Dobbiamo essere all’altezza di questo compito, allorché siamo posti di fronte alle legittime aspirazioni di popoli che troppo a lungo sono stati privati della loro identità nazionale e del riconoscimento di quest’ultima. Tuttavia dobbiamo operare in questo senso in modo equilibrato, al fine di preservare la complessiva rappresentazione di questa inestimabile istituzione, in un contesto che garantisca pace, sicurezza e cooperazione per tutti. La Primavera Araba ha aperto nuove ed entusiasmanti opportunità per le attività dell’UNESCO. L’Italia è pronta a considerare progetti di supporto in Tunisia ed in Egitto e di conservazione e restauro archeologico in Libia.

Durante questa Conferenza Generale ci confronteremo a questioni complesse, ed è possibile che emergano differenti sensibilità nazionali e regionali. Ciononostante so che siamo tutti legati da questo obiettivo, e che ci sforzeremo nei nostri dibatti e nei nostri negoziati, per quanto appassionati, al fine di raggiungerlo.

L’UNESCO di domani comincia davvero oggi.


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