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INTERVENTO DI S.E. L’AMBASCIATORE MAURIZIO ENRICO SERRA ALLA 187 SESSIONE DEL CONSIGLIO ESECUTIVO DELL’UNESCO

Data:

28/09/2011








INTERVENTO DI S.E. L’AMBASCIATORE MAURIZIO ENRICO SERRA ALLA 187 SESSIONE DEL CONSIGLIO ESECUTIVO DELL’UNESCO
Signora Presidente del Consiglio Esecutivo,
Signor Presidente della Conferenza Generale,
Signora Direttrice Generale,

Cari Colleghi,

L’Italia sottoscrive in pieno al discorso pronunciato dal Delegato permanente della Polonia a nome dell’Unione Europea e dei suoi Stati Membri. Questa dichiarazione si basa sui valori ai quali noi aderiamo e riflette le nostre posizioni su dei temi importanti, che sono al cuore della nostra Organizzazione.

La crisi economica internazionale – i cui effetti non sono purtroppo ancora terminati – non lascia nessun Governo al riparo da misure restrittive e di austerità. L’UNESCO, come tutte le Istituzioni internazionali, non può fare eccezione a questa regola, e deve limitare allo stretto necessario le spese e massimizzare i suoi rendimenti, con un accresciuto senso di responsabilità. In questo contesto, la situazione finanziaria dell’Organizzazione richiede di essere seguita con la massima attenzione da parte di tutte le Delegazioni.

Questa sessione del Consiglio Esecutivo, alla vigilia della 36esima sessione della Conferenza Generale, rappresenta la fase finale di preparazione del prossimo esercizio biennale e siamo chiamati a raccomandare alla Conferenza Generale il progetto di Programma e Budget per il biennio 2012-2013. Il nuovo 36 C/5 che ci è proposto, rivisto al ribasso rispetto alla proposta precedente, con un tetto di 653 milioni di dollari, tiene conto in larga misura degli auspici espressi dal Consiglio Esecutivo e si muove nella giusta direzione. I risultati previsti sono stati ridotti per tutti i principali programmi, con un’orientamento programmatico ed una serie di obiettivi più chiaramente formulati. Possiamo, in conseguenza, appoggiare nel complesso questa nuova proposta, che deve permettere all’Organizzazione di raggiungere i propri obiettivi e di continuare a rivestire un ruolo di primo piano nei campi dell’educazione, delle scienze esatte e umane, della cultura e della comunicazione.

Ciò detto, l’Italia si trova costretta a riscontrare uno squilibrio persistente in favore dei costi amministrativi e a discapito delle attività programmatiche. Rispetto al biennio precedente, infatti, questa proposta di C/5 prevede un aumento delle spese legate al personale, che attualmente rappresentano già oltre il 60% del budget totale. Comprendiamo l’esigenza di reperire e trattenere all’UNESCO personale all’altezza delle competenze e delle responsabilità dell’Organizzazione. Una strategia di riforma efficace deve nondimeno avanzare di pari passo con un aumento della trasparenza relativa alla gestione del personale e del processo di reclutamento; i termini delle procedure di assunzione sono ancora, e di gran lunga, eccessivi quando il mercato del lavoro è molto rapido e la concorrenza fra competenze molto serrata.

Signora Presidente,

l’Italia vuole esprimere pieno apprezzamento per gli sforzi prodigati dalla Direttrice Generale al fine di portare a termine un pacchetto di riforme concrete e a lungo termine, basato sulle raccomandazioni espresse dalla Valutazione esterna e dal Gruppo di lavoro ad-hoc. La riforma degli uffici locali e la nuova strategia di partenariato - per non citare che questi due importanti elementi - dimostrano chiaramente l’intenzione del Segretariato di andare avanti, nella direzione del cambiamento. Abbiamo ancora una lunga strada davanti a noi, ma sia certa, Signora Direttrice Generale, che questa Delegazione la segue in questa direzione, e la sosterrà lungo il percorso.

Sin dall’inizio del suo mandato, la Direttrice Generale ha mostrato non solo una profonda dedizione agli obiettivi dell’UNESCO, ma anche un impegno vibrante e combattivo per accrescere la visibilità della nostra Organizzazione, sia nella famiglia delle Nazioni Unite, che nel consesso internazionale. Per questo, è nostro desiderio felicitarla, assieme al suo valido staff, ed incitarla, assieme a loro, a fare ancora di più. Siamo, e sempre di più saremo, giudicati secondo i nostri risultati. Viviamo in un mondo in cui esistere significa essere in grado di comunicare in un contesto informativo molto congestionato. Laddove è opportuno che alcuni dei nostri sforzi seguano la regola aurea dellla discrezione diplomatica, altri indiscutibili successi dell’UNESCO meritano di essere meglio conosciuti e compresi dai Governi e dai Parlamenti, dai media e dall’opinione pubblica su larga scala. Così facendo adempiremo il nostro mandato e continueremo a procurare nuovi amici per l’UNESCO in tutto il mondo, nonostante le difficoltà attuali, e, speriamo, ben al di là.

Grazie Signora Presidente.

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