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INTERVENTO DI S.E. L’AMBASCIATORE MAURIZIO ENRICO SERRA ALLA 186 SESSIONE DEL CONSIGLIO ESECUTIVO DELL’UNESCO

Data:

27/09/2011


INTERVENTO DI S.E. L’AMBASCIATORE MAURIZIO ENRICO SERRA ALLA 186 SESSIONE DEL CONSIGLIO ESECUTIVO DELL’UNESCO
Signora Presidente del Consiglio Esecutivo,
Signor Presidente della Conferenza Generale,
Signora Direttrice Generale,
Signore e Signori membri del Consiglio Esecutivo,


L’Italia sottoscrive pienamente il discorso pronunciato dalla Polonia a nome dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri.

L’Italia attribuisce grande importanza alle Convenzioni internazionali nell’ambito della Cultura, di cui è depositaria. Esse devono trovare piena applicazione, sia per quel che concerne le ratifiche che i progetti operazionali. Per queste ragioni, il mio Paese ha deciso di mettere due esperti a disposizione dell’UNESCO; uno per la messa in opera della convenzione del 1770 volta alla lotta contro il traffico illecito di opere d’arte, e l’altro per rafforzare l’applicazione della convenzione del 2003 per la salvaguardia del Patrimonio immateriale.

Nell’ambito del Patrimonio culturale, l’Italia proporrà al Consiglio la creazione a Torino di un Centro di categoria II sull’economia della cultura. Il suo obbiettivo essenziale sarà di assistere l’UNESCO nella messa in atto della Convenzione sul Patrimonio Mondiale e della sua agenda su « Cultura e Sviluppo ». Inoltre, nel quadro dello sviluppo delle industrie culturali e creative previsto nella linea d’azione 4 del 35esimo C/5, il giugno prossimo l’Italia ospiterà a Monza la seconda edizione del Fourm mondiale della Cultura e delle Industrie culturali, che avrà per tema: « Il libro elettronico domani: il futuro dello scritto».

Si tratta di un’importante piattaforma di scambio e d’incontro che ha come filo conduttore il ruolo della digitalizzazione nello sviluppo economico e sociale, nonché la cooperazione nel quadro della diversità culturale. Gli inviti saranno trasmessi a breve e ci auguriamo vivamente che gli Stati membri vi partecipino numerosi.

Per quello che riguarda la dimensione scientifica della nostra Organizzazione, l’Italia è fiera di contribuire in modo essenziale alle attività di quattro Istituti UNESCO tramite accordi di sede: a Trieste, il Centro Internazionale di fisica teorica, « Abdu Salam » (ICTP), Centro di categoria I di fama mondiale, nonché l’Accademia delle Scienze del Terzo Mondo (TWAS); a Venezia, l’Ufficio regionale per la scienza e la cultura (BRESCE) e, più recentemente, a Perugia, il Programma mondiale di valutazione delle acque (WWAP). Si tratta di un insieme di istituzioni imponente le cui potenzialità devono essere pienamente sfruttate e gestite.

L’Italia appoggia pienamente il ruolo di capofila dell’UNESCO in materia di educazione. Gli Stati membri, siano essi donatori o beneficiari, hanno una responsabilità comune al fine di garantire un’educazione di qualità per tutti, poiché quest’ultima è un diritto universale. Il sostegno convinto dell’Italia in questo campo si concretizza nell’investimento di nuovi contributi extrabudgetari a favore degli obbiettivi prioritari dell’Organizzazione; quali ad esempio, la coordinazione del progetto Educazione per Tutti, l’aiuto ai paesi più demuniti per il raggiungimento degli Obbiettivi di Sviluppo del Millennio, la formazione degli insegnanti e la scolarizzazione delle giovani donne, nonché la messa a disposizione del Segretariato di un esperto nell’ambito delle gender issues.

L’Italia apprezza altresì gli sforzi intrapresi dall’Organizzazione nell’ambito dell’informazione e della comunicazione esterna, che devono essere perseguiti attraverso le nuove tecnologie e le nuove reti interattive. Siamo in favore di più informazioni sul sito e di meno consumo di supporti cartacei.


Signora Presidente,

questo è un momento molto importante per l’UNESCO, dal momento che il processo di riforma iniziato lo scorso anno con la Valutazione Esterna Indipendente (IEE), viene ora presentato al Consiglio. L’Italia ha contribuito alle attività del gruppo di lavoro ad  hoc volto a tradurre i risultati della IEE in proposte concrete. Esse sono ora di fronte a noi. Riteniamo siano comprensibili, pertinenti e soprattutto sostenibili. Più di una volta in passato l’UNESCO ha provato a mettere in atto simili riforme. Sfortunatamente ciò non è mai stato pienamente possibile. Non possiamo permetterci di perdere di nuovo questa opportunità. A tale riguardo vorrei sin d’ora congratularmi per l’impegno della Direttrice Generale nel processo di riforma in corso ed assicurarle il supporto totale dell’Italia nei suoi confronti.

Una questione essenziale riguarda la proposta di budget 36C/5 presentata dalla Direttrice Generale. Sono stati raggiunti dei progressi sostanziali nella stesura della bozza, che è più chiaramente definita e contiene una “road map” per risultati concreti e verificabili, come era stato richiesto da questa Delegazione.

Tuttavia, l’Italia, così come altri Paesi membri, non può accettare la proposta di un aumento del budget su crescita nominale del 5%, mentre il budget di quasi tutte le altre agenzie delle Nazioni Unite rimane invariato, o addirittura decresce rispetto al biennio precedente. Nel persistente difficile panorama economico a livello mondiale, a tutte le istituzioni è richiesto di fare più sforzi al fine di ottenere di più con meno e l’UNESCO non può fare eccezione. Siamo quindi a favore di mantenere la previsioni di budget al livello del biennio 2010-2011.

Grazie, Signora Presidente.

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