﻿{"id":714,"date":"2016-04-06T11:58:32","date_gmt":"2016-04-06T09:58:32","guid":{"rendered":"https:\/\/delegazioneunesco.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/04\/nardella-2\/"},"modified":"2016-04-06T11:58:32","modified_gmt":"2016-04-06T09:58:32","slug":"nardella-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/delegazioneunesco.esteri.it\/en\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/04\/nardella-2\/","title":{"rendered":"Article from &#8220;La Repubblica&#8221;Firenze, il sindaco Nardella vola all&#8217;Unesco: &#8220;Ha avuto successo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">E pace fu. Stavolta con la massima ufficialit\u00e0. Dopo \u201cl\u2019indagine\u201d dei mesi scorsi su Firenze attivata dall\u2019Icomos, il braccio operativo che si occupa delle verifiche sul campo, ieri l\u2019Unesco, il tempio mondiale per la tutela dei beni culturali, ha invitato a Parigi il sindaco Dario Nardella per raccontare il modello di tutela scelto dalla citt\u00e0. E dall\u2019assemblea a cui il sindaco ha portato il nuovo regolamento, quello che prevede anche la tutela dell\u2019identit\u00e0 commerciale col 70% di toscanit\u00e0 per i negozi alimentari del centro \u00e8 uscito grande apprezzamento: \u201cNardella ha avuto molto successo, per la prima volta una citt\u00e0 italiana che ospita uno dei siti pi\u00f9 belli ha presentato il suo modello di tutela incontrando un grande riscontro positivo. Ha colpito molto il rispetto e la cura messe da Palazzo Vecchio per la citt\u00e0, si tratta di buone pratiche, \u00e8 molto piaciuto il ragionamento sulla tutela delle botteghe\u201d, racconta l\u2019ambasciatrice permanente italiana presso l\u2019Unesco Vincenza Lomonaco. E l\u2019indagine Icomos? \u201cIn questa sede quella faccenda non rileva affatto, viene risolta ad altri livelli\u201d, spiega Lomonaco. E proprio Nardella ieri ha incontrato i vertici Icomos.\u00a0\u00a0 <br \/>Palazzo Vecchio si gongola: \u201cFirenze protagonista all\u2019Unesco\u201d. E Nardella annuncia pure su Facebook: \u201cPronti a contribuire coi piani Unesco alla ricostruzione di Palmira\u201d. L\u2019appuntamento nella capitale francese, al quale Nardella ha partecipato insieme all\u2019assessore alle relazioni internazionali Nicoletta Mantovani, era organizzato alla rappresentanza permanente d\u2019Italia all\u2019Unesco. \u201cQuesta tutela &#8211; ha sottolineato il sindaco nel suo intervento &#8211; passa, appunto, attraverso le creazione di norme e nuove pratiche che siano strumento di stimolo per la coesistenza, la tutela e la promozione del patrimonio culturale in relazione alle esigenze dello stile di vita contemporaneo. Per queste ragioni la nostra citt\u00e0 ha deciso di adottare un codice di regolamento del commercio da applicare nell\u2019area Unesco per la tutela degli esercizi storici, del patrimonio materiale e immateriale rappresentato dalla tradizione artigianale, ma anche al suo potenziamento attraverso l\u2019innovazione. Firenze \u00e8 stata la prima citt\u00e0 italiana a sperimentare queste misure ed \u00e8 per questo che siamo stati invitati a Parigi a presentare il nostro modello\u201d.<br \/>Nardella ha poi presentato la \u2018Carta di Firenze\u2019, una piattaforma operativa nata da Unity in Diversity, il summit internazionale che si \u00e8 svolto lo scorso novembre e che per 4 giorni ha riunito a Palazzo Vecchio sindaci di 60 citt\u00e0 da tutto il mondo, per discutere di cultura come strumento di crescita sociale ed economica.<br \/>\u00a0\u201cUnity in Diversity &#8211; ha ricordato Nardella &#8211; vedr\u00e0 presto concretizzarsi i due progetti pilota approvati da tutti i sindaci durante i lavori del forum: la ricostruzione di un centro culturale a Kobane, citt\u00e0 distrutta dall\u2019Isis, e un Patto di cooperazione con Tunisi\u201d. \u201cL\u2019obiettivo &#8211; ha rilevato l\u2019assessore Mantovani &#8211; quello di sviluppare una serie di azioni a tutela del patrimonio materiale e immateriale in pericolo attraverso lo sviluppo e l\u2019innovazione tecnologica finalizzate alla ricostruzione, lo scambio di know-how, la formazione dei partners locali attraverso azioni di \u2018soft power\u2019 nelle comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"E pace fu. 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